There is much talk at this time of the damage that this global economic system, neoliberal globalization, is causing global equilibrium, the injury, if the first were reserved only to the "South" countries in the developing world, squeezed in resources from the "North", now covers anche il nostro Occidente, a rischio recessione , dove si diventa sempre più schiavi, in una logica di consumo e competizione; questa schiavitù la vediamo soprattutto nel lavoro, lavoro sempre più precario e precarizzante , insicuro anche e sempre di più sotto il profilo dell’incolumità fisica , in barba a tutte le leggi e soprattutto in barba alla Costituzione...
A questo punto (e non m’importa di suscitare un po’ di scandalo) è auspicabile una recessione di enormi proporzioni, che “ resetti ” tutto il sistema e i suoi valori-base. Solo allora, forse, per i superstiti, sarà possibile ricostruire o, meglio, costruire un homo novus , che vivrà con altri paradigmi, abbandonando l’idea che tutto si debba alienare nell’economia (qui, ahimé, pur nelle sue lucide analisi, sbagliò anche Marx, ritenendo “sovrastruttura” tutto ciò che è al di fuori dell’economia) nel senso che anteporrà il suo “essere uomo”, uguale in dignità a tutti gli altri uomini, al meccanismo produttivo e alla connessa corsa sfrenata a capitalizzare tutto, e, finalmente ri-fonderà i suoi rapporti sul “ dono ”, sulla “ solidarietà ” e sulla “ coopoerazione ”.
Capisco quanto tutto questo possa apparire un’utopia, ma, credetemi, è molto meno irrealizzabile di quanto possa sembrare.
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